Mettiamo il caso che siate dei ribelli, che non seguite nemmeno uno dei consigli che vi ho dato nell’articolo precedente. Vi siete messi in testa che voi siete in grado di scrivere da subito un racconto.
Volete provare? Bene, chi sono io per impedirvelo?
Posso consigliare questo: mettevi d’impegno, perché non è una cosa facile.
Prima di tutto dovete pensare alla storia, ai personaggi, al contesto in cui si svolge. Se è autobiografico, se si ispira ad una storia che avete sentito da qualche parte. Se drammatico, ironico o grottesco.
Qui tornate sulle mie. È come per la lista della spesa: elenchi. Dovete prendere appunti e scrivere. Tutto quello che vi passa per la mente. Si può sempre cancellare, dopo.
Racconto breve, per cominciare. 3 cartelle, 2500/3000 caratteri al massimo.
Ci ragionate su, poi decidete come raccontare la storia.
E poi? Scrivete, scrivete, scrivete. Scrivete di getto, quasi senza tener conto della punteggiatura: si lima dopo, si edita dopo.
Dopo la prima, seconda, quinta stesura, correggete.
Quindi fatelo leggere ad un amico, vostro fratello, pregandoli sempre di essere ferocemente sinceri.
E se non va bene?
Si ricomincia. Svevo ci mise anni a scrivere il suo primo romanzo. E non era mai convinto di aver scritto qualcosa di buono.
Io per scrivere il mio primo romanzo ci ho messo 4 anni e 3 stesure.
Mai perdere le speranze.. prima o poi qualcuno si accorgerà del vostro talento.
Intanto, per imparare a scrivere, bisogna SCRIVERE. Tanto.

