
Può sembrare stupido o scontato pensarci, ma voi sapete come si scrive una lettera?
Lettera commerciale, formale, ad un amico, ad un amico di penna, ad una persona importante, ad un avvocato… potrei andare avanti con gli esempi.
Ovviamente qui analizzeremo le tipologie comuni. Non credo vi capiti di scrivere spesso una lettera al rettore di una università.
La più comune è la lettera ad un amico/a, anche se, purtroppo, in Italia nessuno scrive più a mano.
La lettera ad un amico sarà informale, confidenziale. Gli si raccontano segreti, e va bene così. “Caro Pinko, come stai? Ho ricevuto con piacere…” all’inizio. “Ti saluto e abbraccio con affetto.. Pallina” alla fine.
La lettera formale è già un po’ più rigida. Si da’ del lei al destinatario, ci si attiene strettamente all’argomento in oggetto. “Come da accordi presi telefonicamente, Le invio la planimetria…” il Le maiuscolo sembra desueto, ma vi consiglio di mantenerlo.
“Resto in attesa di un Suo gentile riscontro, cordiali ta’.”
Snella, con tutte le informazioni, formale.
La lettera ad Istituzioni avrà gli stessi toni.
Una lettera/mail a risposta di un annuncio di lavoro: formale ma non ingessata: la brevità è essenziale: in questo caso la cosa più interessante da far leggere loro è il curriculum vitae.
Desueto ma spero di no, l’amico di penna. All’inizio saremo formali ma non ingessati: poi, con il tempo e la confidenza acquisita, diventerà informale.
Dunque, scrivere una lettera non è tanto difficile, se si seguono queste piccole regole.
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