ISTRUZIONI PER L’USO

Cosa fa un correttore di bozze? Cosa fa un ghostwriter?

Sono due figure professionali ben distinte.

Il CdB prende tutti i testi che gli da’ il cliente, li corregge dal punto di vista della sintassi, coerenza dei concetti espressi, punteggiatura, questa sconosciuta.

Dipende dal tipo di testo, dall’argomento trattato, dalla lunghezza del testo. Si ragiona a cartelle. Una cartella è una facciata, di solito in corpo 11/12, giustificata ad una certa misura della riga. Arabo? No, basta che apriate un libro, e guardate una pagina com’è strutturata. Tot righe x tot lunghezza della riga.

Ovvio che deve farlo un professionista, perché è questione anche di proporzione fra le righe e tutto il resto del foglio, che resterà bianco.

Questo processo ha diversi passaggi, che non vi spiego perché troppo tecnici.

Dopo la prima correzione, si manda la bozza al committente, che leggerà, e approverà o meno il vostro lavoro. In seconda fase, si aggiustera’ una parola, si controllerà la punteggiatura…

Si rimanda al cliente e se da’ il suo benestare, si può mandare in stampa, che è tutt’altra storia.

Cosa fa uno scrittore fantasma? Scrive un testo per conto terzi. Sembra facile, ma non lo è. C’è tutto un lavoro dietro, di studio, di ricerca.

Per assurdo, il ghost deve imparare a scrivere nello stile del cliente… Strano? Niente affatto.

In un’altra puntata vi parlerò della proprietà intellettuale e dei suoi rischi quando ti affidi, tu autore, a terzi.

Difficile? Un po’.

Io ci ho messo anni ad arrivare dove sono adesso, dove scrivo a comando. Tu mi dai l’argomento e in mezz’ora, puff! 500 parole. Che hanno anche un filo logico.

Magia? No, anni di mestiere.

Voglio diventare una scrittrice

Da ben dieci lustri il mio sogno è quello di diventare una scrittrice di successo. Ma, si sa, i sogni svaniscono all’alba. Da bambina, ho scritto il mio primo, roboante romanzo. Mi ricordo ancora il titolo: “Il segreto di zia Mary”. Mi fa sorridere, perché era palesemente scopiazzato dalla sceneggiatura di un fotoromanzo, in gran voga in quel periodo.  Ma la volontà di riuscire era fortissima. Così, nel 2000 ho cominciato dalla fine il mio corso da autodidatta: ho cominciato a scrivere un romanzo. Sapevo come è strutturato un libro, avendolo studiato al corso di grafica che avevo fatto da adolescente. Prologo, capitolo primo, libro primo, libro secondo, epilogo, ringraziamenti, dedica sul frontespizio, etc etc… E io ho fatto così. La prima stesura era pessima: storia inverosimile e stiracchiata. Solo in una cosa ero abbastanza bravetta: i dialoghi. Mi è servito quando ho dovuto scrivere sceneggiature. Così, dopo ben cinque anni di sudore, lacrime e sangue e tre o quattro stravolgimenti alla storia, eccolo qui! Ci ho messo settimane a limarlo, a correggere, a cancellare, a riscrivere se necessario. Che bello, ero diventata pure correttore di bozze! L’ho fatto per quattro anni. Correggevo tesi di laurea. Questo è stato il mio percorso. Ne sono orgogliosa perché ho fatto tutto da sola. Imparare a usare il PC, scrivere, correggere, quei segnacci rossi da maestrina sul mio bambino… Eppure ce l’avevo fatta. Volete sapere se l’ho fatto pubblicare? NO. Ma questa è un’altra storia.