Per trovare lavoro, nel 2025, anche se sembra sorpassato come documento, il curriculum vitae serve ancora.
Il CV è un potente strumento per far sapere ai recruiter chi siete e che cosa sapete fare.
È ormai obsoleto il formato europeo, per cui bisogna farne uno che rispecchi la vostra personalità. Si possono trovare molti modelli, basta compilarli.
Il mio consiglio è di usare il modello più essenziale: troppi fronzoli possono distogliere l’attenzione da particolari più importanti. Se lavorate da 25 anni, non serve che sciorinate tutti i lavori che avete fatto: bastano gli ultimi 10/15 anni.
Primi dati: nome, cognome, data di nascita.
Poi: studi, diplomi, magistrale, corsi di aggiornamento.
Prima di cominciare con i lavori svolti, indicate gli stage e i periodi di apprendistato.
Poi, i lavori veri e propri, questi in ordine cronologico.
Siate sintetici, esaustivi.
Una parte non trascurabile è quella dedicata alle vostre passioni, agli hobby, ai viaggi/studio.
Non siate lunghi: un CV di 4 pagine non lo leggerà nessuno. Massimo 2 pagine.
Fate qualche prova, prima di redigere la copia definitiva: la cura con cui lo scriverete servirà a far capire chi dovrà scegliervi, che siete persone ordinate e promettenti.


