Ciao a tutti. È da un po’ di tempo che non scrivo niente, e me ne scuso.
Ovviamente c’è un motivo, bello serio. Non voglio svelarvelo, perché il blog è comunque leggero, smart. Se devo scrivere di cose tristi, in due giorni scrivo un racconto strappalacrime e lo vendo al mio editore.
No, voglio solo raccontarvi di come la vita, a volte, ti manda delle botte micidiali, e tu devi essere pronta ad affrontare tutto. Nel bene e nel male, come dicono.
Ho un problema, un grosso problema. Non vi spiego i dettagli, un po’ perché non credo servano, un po’ perché è mia abitudine condividere sui social e similari al massimo la foto del gatto.
È una cosa difficile, molto. 3 anni fa ho affrontato un lutto devastante: i primi tempi ero svuotata. Smarrita, incredula. Poi, ho fatto quello che si poteva fare: ci ho fatto pace, ho metabolizzato. Questo non ha diminuito il dolore, anzi. Lo sublimato, lo ha cristallizzato in una bolla che non scoppia, che resta lì, a ricordarti di soffrire al ricordo.
Questa volta devo ancora affrontare il tutto, lo sto facendo. Ho familiari e amici che mi sostengono; ma, in primis, so per esperienza che la prima a farmi pat pat sulla spalla per incitarmi sono io.
Che dire di più? Speriamo che il karma la smetta di mandarmi disastri in un ciclo costante. Nel mio caso, ogni 7 anni. Preciso come un orologio svizzero.
Vi terrò aggiornati. Fate il tifo per me.




